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venerdì 8 marzo 2013

Cosa sta succedendo al clima? Piogge torrenziali. Siccità. Ondate di caldo o di freddo


national-geograpchi-00.jpgIl tempo è cambiato. Eventi estremi - tra cui fenomeni che secondo gli esperti capitano una volta ogni mille anni - accadono più spesso che in passato. 
Una pioggia torrenziale (28 centimetri in 24 ore) sommerge Rio de Janeiro, e le ondate di fango seppelliscono centinaia di persone. Circa quattro mesi dopo, le inondazioni causate dalle piogge record hanno colpito 20 milioni di persone in Pakistan. Alla fine del 2011 un'alluvione ha sommerso centinaia di fabbriche nei pressi di Bangkok, provocando una penuria di dischi rigidi per computer in tutto il mondo.


Ma non sono soltanto le piogge torrenziali a conquistare le prime pagine dei giornali. Negli ultimi dieci anni gravi siccità hanno colpito il Texas, l'Australia, la Russia e l'Africa orientale, dove decine di migliaia di persone hanno cercato rifugio nei campi profughi. Ondate di caldo torrido hanno colpito l'Europa e negli Stati Uniti si è abbattuto un numero record di trombe d'aria.




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Nel 2011 questi eventi calamitosi hanno provocato danni per circa 150 miliardi di dollari in tutto il mondo, circa il 25 per cento in più rispetto all'anno precedente. Negli Usa i danni ammontano a oltre un miliardo di dollari a causa di 14 calamità naturali,  ben oltre il record di 9 stabilito nel 2008. Che succede? Questi eventi estremi sono frutto di un pericoloso cambiamento climatico provocato dall'uomo? O è solo un periodo sfortunato?

ARIZONA

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Una violenta tempesta di polvere avanza verso Phoenix il 5 luglio 2011. Il muro di polvere e sabbia alto 1.500 metri è stato generato dalle tempeste nel deserto. Fotografia di Daniel Bryant

TEXAS

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A Bastrop, il 5 settembre 2011, durante un periodo di siccità e un'ondata di caldo da record, è divampato un incendio che ha distrutto 1.685 case. Il disastro potrebbe essere stato innescato da alcuni pini morti caduti sui cavi dell'elettricità. Fotografia di Larry W. Smith, European PressPhoto Agency/Landov

SVIZZERA

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Nel febbraio 2012 gli spruzzi gelati del lago di Ginevra hanno ricoperto il lungolago. Un insolito spostamento verso sud della corrente a getto polare, che si è spinta fino all'Africa, ha portato sull'Europa l'aria dell'Artico e forti nevicate, uccidendo centinaia di persone. Fotografia di Martial Trezzini, European Pressphoto Agency/Landov

TENNESSEE

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Il 2 maggio 2010 la jeep di Jamey Howell e Andrea Silvia è stata travolta da un'ondata di piena. I due ragazzi sono rimasti aggrappati all'auto per più di un'ora sotto gli occhi disperati dei genitori. Poi hanno mollato la presa, ma pur trascinati dalla corrente per più di un chilometro sono riusciti a salire sulla sponda del fiume e a salvarsi. Fotografia di Rick Murray

MISSISSIPPI

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Protetta da un argine, una casa a Vicksburg resiste alla piena del fiume Yazoo nel maggio del 2011. La neve sciolta e le piogge (otto volte più abbondanti del solito nel bacino del Mississippi) hanno scatenato alluvioni con danni stimati dai 3 ai 4 miliardi di dollari. Fotografia di Scott Olson, Getty Images

ALABAMA

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Il 27 aprile 2011 gli Stati Uniti sono stati colpiti da 199 tornado: un record per un solo giorno. Ma la scienza non ha la certezza che la frequenza di questi fenomeni sia in aumento. Un tornado che viaggiava a 305 chilometri l'ora ha scavato una linea netta attraverso Tuscaloosa, mancando di poco lo stadio del football (in alto a sinistra) dell'Università dell'Alabama; ha poi minacciato un centro commerciale (l'edificio a X al centro) e l'ospedale principale, che presto ha iniziato ad accogliere i feriti. Il tornado ha ucciso 44 persone per poi dirigersi verso Birmingham, dove ne ha uccise altre 20. Fotografia di Digitalglobe

TEXAS

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Le linee bianche sulle pendici delle colline (a destra) segnano il livello dell'acqua medio nel bacino E.V. Spencer vicino a Robert Lee, nel Texas. Nel corso della siccità prolungata le acque del bacino sono diminuite del 99 per cento, e i centri abitati che ne dipendevano hanno dovuto cercare approvvigionamenti da altre fonti: scavando nuovi pozzi, costruendo condutture, o facendo arrivare l'acqua con i camion. Fotografia di Robb Kendrick.

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Scoperto un sistema solare alieno molto simile al nostro



Chi ancora crede nell’assoluta unicità della Terra e dei pianeti che la circondano, si deve rassegnare. Il nostro sistema solare non ha nulla di straordinario o di irripetibile, visto che ne è stato trovato un altro, lontano 10mila anni luce, molto rassomigliante. E tutto fa pensare che continuando a cercare di copie del genere se ne troveranno a bizzeffe.







IL SISTEMA SOLARE ALIENO SIMILE AL NOSTRO, KEPLER-30

La scoperta è stata annunciata dal MIT-  il Massachusetts Institute of Technology. Un gruppo di ricerca, guidato dal fisico Roberto Sanchis-Ojeda, con l’aiuto del telescopio della NASA Kepler ha infatti individuato il primo gruppo di esopianeti che orbitano attorno alla loro stella proprio come fanno Marte, Giove od Urano, ovvero con orbite via via sempre più ampie, ma sempre sullo stesso piano e allineate.

Una grande novità: finora gli astronomi avevano infatti trovato pianeti dalle orbite molto eccentriche se non addirittura erratiche, ma sempre e comunque anomale rispetto a quanto vediamo accadere vicino a noi e che sembravano contrastare con le teorie relative alla loro formazione.

Questo nuovo sistema solare è stato battezzato Kepler-30 ed è formato da una stella e da almeno 3 pianeti che le ruotano attorno. Come è noto, il telescopio riesce ad arguire la presenza di corpi anche lontanissimi analizzando la variazione della luminosità dell’astro durante i passaggi del pianeta.

Misurando la durata e la frequenza di queste alterazioni, gli studiosi riescono a capire quanto sia distante quel mondo alieno, quanto impieghi a compiere la sua orbita, quanto sia grande e così via. Ovviamente è possibile capire anche il piano della sua orbita. Così, il team del Mit ha potuto stabilire che nel sistema solare di Kepler-30 i pianeti hanno orbite quasi perfettamente circolari che aumentano con l’accrescere della distanza dal loro sole. 

“Nel nostro sistema solare, la traiettoria dei pianeti è parallela alla rotazione del Sole e ciò dimostra che essi si sono formati a partire da un disco di materia  in vorticoso movimento- spiega Sanchis-Ojeda. “Probabilmente è successo lo stesso anche per Kepler-30″. Insomma, l’allineamento dei corpi celesti- stella e pianeti- non è frutto di una coincidenza, ma la conseguenza del meccanismo che ne ha determinato la formazione, confermando così i modelli interpretativi degli astronomi.






I SISTEMI SOLARI COME IL NOSTRO SAREBBERO MOLTO COMUNI NELLA GALASSIA

Ma non solo. Allo studio ci sarebbero altri sistemi solari alieni ( da 5 a 10) con caratteristiche simili alle nostre.  A dimostrazione ulteriore- se mai ce ne fosse ancora bisogno- che  non siamo al centro dell’Universo e non abbiamo caratteristiche eccezionali. Come ha commentato il ricercatore del MIT: “Una volta credevamo di essere in una posizione di privilegio, nel cosmo. Ora è sempre più chiaro che il Sole e i pianeti del nostro sistema solare sono più che ordinari.”


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Il mistero di Apollo 20: i nuovi video di Moonwalker1966delta


div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"> A volte ritornano. Quando meno te l’aspetti, quando pensi che ormai tutto quello che si poteva dire sia già stato detto. E invece evidentemente l’utente di Youtube che si fa chiamare moonwalker1966delta, sedicente ex astronauta della Nasa, ha ancora altro da aggiungere e da rivelare su quella oscura vicenda nota come Apollo 20.

IL LOGO DELLA MISSIONE APOLLO 20, MAI AVVENUTA PER LA STORIA UFFICIALE DELL'ESPLORAZIONE SPAZIALE

La misteriosa missione segreta sulla Luna, organizzata per andare a verificare da vicino la presenza di strutture aliene- un’enorme astronave ed un’intera cittá- sarebbe avvenuta in collaborazione con l’URSS nel 1976. Almeno così ha raccontato, alcuni anni fa, William Rutledge, membro dell’equipaggio di Apollo 20 e prima “gola profonda” ad aver squarciato il velo su questo enigma. Il video da lui diffuso con lapresunta EBE, l’entità biologica extraterrestre trovata in quel viaggio ipotetico mai esistito per la storia ufficiale dell’esplorazione spaziale, è stato visto da almeno un milione di utenti sul web.

Dopo Rutledge, conosciuto dagli internauti con il nickname “retiredafb“, ha fatto la sua comparsa la seconda fonte, per l’appunto moonwalker1966delta, pseudonimo sotto il quale si nasconderebbe John Young. Costui non solo ha confermato la versione di retiredafb, ma ha anche aggiunto nuovi dettagli e soprattutto diffuso altri filmati. Gli ultimissimi sono finiti in rete poche settimane fa, a distanza di 2 anni dai precedenti.

Video apparentemente ambientati sulla Luna, proprio durante quella missione classificata- quindi coperta dal massimo riserbo e negata dalle autorità militari e governative- e che svelerebbero la presenza di “altri“. Gli astronauti infatti non sembrano soli, visto che riprendono strane luci e sfere metalliche muoversi nel buio della notte lunare e seguirli, mentre si avvicinano al satellite o durante l’allunaggio oppure al momento della partenza. Insomma, i mezzi volanti alieni controllano da vicino il modulo Apollo.

Sono solo dei  falsi clamorosi, come sono state rapidamente etichettate tutte le immagini diffuse dai due insider? Oppure dietro la divulgazione di questi file c’èqualcos’altro, che vale la pena di approfondire?  Può esistere in questa vicenda che appassiona i complottisti di tutto il mondo un nocciolo di verità? L’abbiamo chiesto aLuca Scantamburlo, il  ricercatore italiano che più di tutti conosce i meandri contortidi questa storia, alla quale ha dedicato anni di studi , due libri e un blog (http://apollo20larivelazione.blogspot.it/).


L'ALIENA SCOPERTA SUL SUOLO LUNARE...

Lo scrittore Ã¨ uno dei pochi, se non addirittura l’unico, ad aver raccolto le versioni deidiretti interessati, che ha intervistato via web e dai quali ha ottenuto una serie diconferme incrociate. Ecco allora in  sintesi le conclusioni alle quali è giunto Luca Scantamburlo nelle sue indagini e l’opinione che si è fatto dell’improvviso ritorno sulle scene di moonwalker1966delta dopo quel lungo silenzio:

  <Nella primavera del 2007 fece irruzione nella comunità di YouTube un misterioso personaggio, dal soprannome di “retiredafb”. I suoi video e commenti testuali fecero leva sin da subito sull’immaginario collettivo degli utenti della Rete, scatenando un acceso dibattito fra sostenitori e feroci critici della sconcertante storia raccontata al mondo.

Nondimeno “retiredafb”, utente YouTube a suo dire residente in Africa (Ruanda) – e dichiaratosi  “William Rutledge” in un secondo momento, ex Comandante di una fantomatica missione spaziale Apollo 20 – accettò quasi sin da subito di confrontarsi con alcuni utenti Internet, fra i quali il sottoscritto, che ebbe la fortuna di intervistarlo in inglese nel maggio 2007 e di scambiare diretti contatti fino al luglio 2007.

Oggetto dell’attenzione furono presunte ed antiche navi spaziali abbandonate,rovine di basi aliene sul nostro satellite segrete missioni di esplorazione che avrebbero coinvolto insieme americani e sovietici, dopo attento studio per unamissione congiunta  d’allunaggio sulla faccia lontana della Luna

Contraddizioni, dati fuorvianti, aspetti ambigui della storia pian piano fecero capire che la complessità della vicenda poteva avere diverse spiegazioni: una colossale truffa (a vantaggio di chi?), una semplice burla (anche se ben architettata), oppure – come penso da anni io – una reale divulgazione da parte di ex insiders, di unarealtà occulta e che ha a che fare con la presenza extraterrestre e programmi spaziali paralleli a quelli ufficiali ma segreti, portati avanti dalle due maggiori superpotenze durante gli anni’ 70 del secolo scorso, in piena Guerra Fredda.

Il tutto rivelato in una studiata strategia della confusione, in cui vengono mescolati ad arte verità e menzogna. Come supporto, materiali d’archivio della NASA e spezzoni audio e video di dubbia origine, combinati in montaggi per dare l’idea al pubblico della rivelazione di filmati inediti.


LA FOTO NASA CHE MOSTREREBBE UN'ASTRONAVE SULLA FACCIA NASCOSTA DELLA UNA

Da diversi decenni i cosiddetti rivelatori – infatti – sono soliti mescolare dati riservati e dati falsi o fuori contesto. Spesso i loro racconti non sono mai completi e presentano sovente punti oscuri o fallaci. Ovvio che l’opinione pubblica e soprattutto i giornalisti e gli ufologi – ideali canali per il disclosure - devono continuamente confrontarsi ed esercitare il dubbio, perché il rapporto non sia di esclusiva manipolazione a vantaggio del debunking.

Sin dal 2007 un altro personaggio anch’egli utente di YouTube – tale “moonwalker1966delta” – cominciò ad affiancarsi a “retiredafb” (quest’ultimo defilatosi sul sito revver.com, da cui divulgò i filmati della presunta EBE), contribuendo all’arricchimento della testimonianza a partire dal 2008. Egli si dichiarò nei contatti avuti con me come un ex astronauta NASA, protagonista del programma Gemini, Apollo e non solo, dandomi il suo nome e cognome, ma non consentendomiuna verifica delle sue credenziali.

Questo “moonwalker1966delta” – che mi fu indicato in passato dal Sud America da un ingegnere mio attento lettore, che aveva preso contatto con tale individuo prima di me – accettò nel 2008 di essere intervistato dopo i miei iniziali messaggi e chiarì alcuni dubbi, lasciando altri aspetti ancora avvolti dal mistero.

Ora siamo nel 2012 e da poche settimane il preteso Comandante di Apollo 19 ha ripreso la sua attività di divulgazione. A differenza del suo predecessore “retiredafb” – che sempre più credo sia stato e sia un personaggio forse realmente residente in Ruanda, ma non l’autentico Rutledge americano (ufficiale superiore in pensione, attualmente vivente in USA), sul quale sto raccogliendo da anni indiscrezioni ed indizi, come ex Comandante di Apollo 20 per l’USAF – il moonwalker1996delta punta ad un coinvolgimento del pubblico più sul piano tecnico e storico che su quello visuale ed emozionale.

 Anche “retiredafb” aveva dato prova di sbalorditive conoscenze di aspetti tecnici e storici particolari e poco noti relativi al programma spaziale Apollo, come ho dimostrato nei miei scritti e nel mio saggio di approfondimento. Ma il preteso Comandante di Apollo 19, con i suoi nuovi dati e video riprende discorsi lasciati in sospeso, non solo sulla missione Apollo 19, ma sui tempi della missione Apollo 20(che egli racconta in quanto persona informata e direttamente coinvolta nell’ambiente astronautico e militare USA), e soprattutto sugli aspetti più tecnici di essa, ad esempio sulla manovre del modulo lunare in fase di discesa ed ascesa. 

Dunque la divulgazione di questa presunta verità storica – ammesso e non concesso che sia fondata – ha attraversato due fasi, a mio avviso. La prima di spettacolarizzazione e di forte impatto emotivo (2007-2008), la seconda (dal 2008 al presente) destinata ad un pubblico più ristretto e caratterizzata da approfondimento tecnico e storico. Probabilmente è una fase che ha lo scopo di puntellare e corroborare la testimonianza, seppur controversa.

È mia opinione che luci ed ombre di questo caso, nell’era del virtuale e del mondo digitale, possono essere interpretate soltanto dopo attenta riflessione ed analisi a più livelli, uscendo dal classico schema dicotomico verità-falsità, dove riscontrare una contraddizione invaliderebbe il tutto.


QUALI SEGRETI NASCONDE ANCORA LA LUNA?

 Non so se sapremo mai chi si cela realmente dietro le identità di “retiredafb” e di “moonwalker1966delta”, o se avremo ammissioni ufficiali da parte delle Autorità sulle missioni coperte Apollo 19 e 20, ma certo è che a distanza di anni si aggiungono continuamente nuovi tasselli a questo mosaico di possibili pagine segrete dell’esplorazione spaziale. Sta a noi comporli correttamente o meno.>


Piramidi in tutto il mondo: anche in Italia - Da Tenerife a Caserta, piramidi ovunque



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Dopo la notizia della scoperta di piramidi sul fondo del Triangolo delle Bermuda e sotto i ghiacciai del Polo Sud, non si può fare a meno di parlare ancora di tali costruzioni, che sembra essere presente in ogni angolo del pianeta Terra. Nella maggior parte delle segnalazioni si indicano colline dalla forma piramidale, con i fianchi inclinati a 45 gradi, facendo apparire il tutto come il famoso "chiodo fisso".
Non visiteremo terre esotiche o deserti di sabbia, sotto cui si potrebbero celare costruzioni, misteriosi custodi di inimmaginabili segreti; al contrario, dopo una breve e dovuta escursione alle Mauritius, percorreremo le regioni dell'Europa, con un particolare riguardo al territorio italiano.


Le Piramidi di Guimar
Sulla costa orientale dell’isola di Tenerife, nel paese di Guimar, si trovano sei strutture piramidali a gradoni su cinque livelli,  molto simili a quelle dei Maya e degli Aztechi del Messico. Per molto tempo, si è pensato che queste piramidi fossero delle costruzioni casuali fatte dai coltivatori del posto che ritrovandole le ammassassero. Solo nel 1991 grazie a Thor Heyerdahl si scoprì che queste piramidi erano tutt’altro che semplici ammassi di pietre.

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Erano ben visibili i segni di lavorazione sui massi e della lavorazione del terreno prima della posa. Le pietre inoltre non sono pietre comuni, come quelle dei campi vicini, ma di origine vulcanica e le piramidi hanno un orientamento astronomico. Il 21 giugno, solstizio d’estate, si può osservare un doppio tramonto dalla piattaforma della piramide più alta il sole scompare dietro una montagna per ricomparire dopo un po’ e scomparire di nuovo, definitivamente, dietro un’altra montagna. Tutte le piramidi, sul lato occidentale, hanno una scalinata salendo le quali è possibile seguire il sole nel giorno del solstizio d’inverno, 21 dicembre.
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Nonostante gli studi di Heyerdahl, la datazione delle piramidi rimane un mistero, così come lo scopo della loro costruzione. Inoltre, nessuno riesce a capire da chi sono state costruite. Il mistero viene dal fatto che i Guanches, le antiche popolazioni delle Canarie, non erano affatto un popolo evoluto, anzi. Vivevano nelle caverne, si sostenevano con la pastorizia ed usavano indumenti fatti con pelle di capra. Quando iniziò la colonizzazione delle Canarie ad opera degli spagnoli, i Guanches erano l'unica popolazione europea ancora ferma all'età della pietra. Come avrebbero potuto costruire delle piramidi così sofisticate e così simili a quelle trovate in Egitto, Mesopotamia e Sudamerica?

Le Piramidi di Plaine Magnien
Nella piana di Plaine Magnien, nelle Mauritius, è stata segnalata la presenza di sette piramidi a gradoni, erette utilizzando pietre - per la maggior parte di origine vulcanica - senza uso di malta; piramidi che al massimo raggiungono i dodici metri di altezza. Sembra che tre costruzioni situate in prossimità dell'aeroporto risultino essere allineate, secondo Simone Corradini - al quale si deve la segnalazione della loro esistenza - con le stelle della cintura di Orione come quelle egizie.

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Correlando queste piramidi a quelle di Guimar, dato che presentano le stesse caratteristiche, dovrebbero essere allineate ai solstizi; in particolare una di esse con quello d'estate che nell'emisfero sud si verifica, guarda caso, il 21 dicembre (data che ci rimanda alla profezia riguardante il 2012).Vista la conformazione del terreno si osserverebbe un doppio tramonto, fenomeno osservato anche a Guimar a Tenerife.
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Tutto va, ovviamente, verificato ulteriormente e non sarà cosa facile, visto che per i locali non si tratta di piramidi antiche, bensì di cumuli di pietre formati per rendere i campi coltivabili. La coltivazione in atto è quella della canna da zucchero ed i contadini hanno il timore che i loro terreni vengano dichiarati zone archeologiche e non più agricole, con tutto quello che ne consegue.
Sembra che sotto il dominio della Gran Bretagna alcune piramidi fossero state dichiarate monumenti storici; una volta che Mauritius acquistò la sua indipendenza la cosa decadde. La canna da zucchero che, con la sua altezza può raggiungere i cinque metri, ha nascosto nel tempo alcuni di questi "monumenti". In tema di beni storici, va aggiunta la latitanza del governo più propenso, per ragione economiche, a favorire la proficua produzione di canna da zucchero.
Al di là delle questioni economico-politiche del territorio, nell'isola sono presenti anche immensi e lunghi muri di pietra larghi fino a tre metri, utilizzati oggi per custodire gli animali al pascolo. Ostacoli che rendono fisicamente impossibile la totale esplorazione del territorio per l'opposizione dei proprietari. Altra strana curiosità la presenza di fori circolari, lisci e profondi circa 30 centimetri, presenti su alcune pietre, che richiamano quelli rinvenuti sulle pietre delle cave di Aswan, in Egitto. Anche in questo caso un mistero di come, quando e da chi, siano stati realizzati.

Piramidi si Sebastopoli
Nel 2002, il settimanale Panorama pubblicò un interessante articolo sul ritrovamento di un gruppo si costruzioni molto simili a quelle presenti sulla piana di Giza, nei pressi di Sebastopoli, città fortificata della Crimea, nell’Ucraina, terra di grandi avvenimenti e cruente battaglie, conquistata dopo un lungo assedio dalle truppe anglo francesi nel 1855 e dai tedeschi nel 1942, tornò dominio dei sovietici nel 1944 divenendo il più grande e importante porto militare del Mar Nero.
Oggi "Sevastopol", così la chiamano i russi, sicuro riparo dei sommergibili atomici della flotta Ucraina, torna alla ribalta dopo un lungo silenzio, ma non per motivi militari, bensì in seguito alla fortuita scoperta di ben 37 piramidi completamente interrate. Uno strano gioco del destino rivela il segreto nel corso di ricerche idriche dirette dal capitano di vascello a riposo Vitalij Anatoljevic Gokh, esperto di scienze tecniche e rilevazioni sotterranee, inventore di un dispositivo utile nell’individuazione di sorgenti d’acqua, ex insegnante alla scuola d’ingegneria, con il compito di preparare gli ufficiali dei sommergibili nucleari.
I ricercatori impegnati nello scavo si sono imbattuti in una estesa superficie levigata di pietra calcarea. Leggendo la notizia in cronaca apprendiamo che i tecnici sono riusciti a penetrare all’interno, dove sembra siano state viste strutture a cupola, strane lastre triangolari. Sono state prese le misure della costruzione ed è stato verificato che "nelle giunture fra i blocchi di pietra vi sono tracce di malta".
La scoperta ha distratto i ricercatori da quello che era l’obbiettivo primario e l’entusiasmo ha spinto l’équipe a ispezionare i dintorni; un tratto di cinquanta chilometri fra Foros e Khersones, appurando in tal modo l’esistenza di altre sei piramidi interrate, allineate lungo la costa del Mar Nero, le quali, con la prima, formano un rombo quasi regolare e risultano tutte allineate come quelle egiziane e colombiane. Ma a differenza di queste sono di tre lati e non di quattro, più modeste nell’altezza che varia da 35 a 45 metri, con una base di 72 metri di lato.
Ma qual è il significato di questi monumenti? E della loro collocazione che sembrerebbe tutt'altro che casuale? A quando risalirebbero? Per il momento si possono fare solo delle ipotesi, sebbene verosimili. Le piramidi, originariamente, furono elevate sopra la superficie terrestre e sarebbero finite sotto accumuli di terreno in seguito a processi naturali. Secondo Gokh,i monumenti sarebbero da attribuire a una civiltà contemporanea a quella egizia, che abitava nel Mediterraneo orientale. 

Piramidi di Lugansk
La Pravda, nel 2006, riportò la notizia riguardo il ritrovamento di gigantesche piramidi nella zona di Lugansk, in Ucraina. Sarebbero affiorate, per così dire, dal terreno dal momento che furono scoperte solo le parti superiori delle costruzioni, per il resto completamente interrate. Le pietre a fondamento della struttura, paiono assomigliare alle ziggurat Maya ed Azteche del Sud America. Secondo gli scienziati sarebbero stati necessari ben dieci anni per rivederle nella loro totalità. Da quell'annuncio non abbiamo più notizie in merito.


Piramidi in Grecia
Seppur mai messo in evidenza, anche il territorio greco conta ben 16 piramidi, di cui la più conosciuta e importante è quella di Hellinikon, nell'Argolide, in prossimità delle sorgenti del Kephalari. Appare come una torre di 7 e 9 metri, con una pendenza di 60° e 3,5 metri di altezza, costituita da grandi blocchi trapezoidali di pietra grigia, di controversa datazione.

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Piramide di Arzon
Stesso metodo per la costruzione della piramide di Arzon, sul Petit Mont che si affaccia sul golfo del Morbihan in Bretagna; alta oltre 7 metri, costituita da 10.000 metri cubi di pietre posate a secco, come quelle delle Canarie; una struttura a gradoni di forma irregolare fatta risalire al periodo neolitico.

Piramidi in Bosnia
E’ l’ottobre del 2005 quando una strabiliante notizia appare sul quotidiano bosniaco Dnevni Avaz: è stata scoperta la prima piramide europea! Incredibile, ma dove? Proprio in Bosnia nella valle di Visoko, piccola cittadina di 17.000 abitanti posta una trentina di chilometri a nord di Sarajevo. E non si tratta neanche di una piccola e insignificante piramide, anzi…
Alta 220 metri e con i lati della base di oltre 360 metri, è costruita in blocchi di arenaria che indicherebbero la presenza di una civiltà avanzata in una regione che non è certo famosa per le sue bellezze archeologiche. La piramide sarebbe passata inosservata fino ad ora perché ricoperta da terra e vegetazione che con il tempo l’ha nascosta facendola sembrare una semplice collina dalla forma curiosa, la Visocina Hill.
Le piramidi sarebbero addirittura tre, poste ai vertici di un triangolo equilatero. Le due nuove costruzioni vengono immediatamente battezzate “Piramide della Luna” e “Piramide del Dragone”, mentre si diffondono voci dell’esistenza di altre piramidi non ancora scoperte. Secondo il politico bosniaco Sulejman Tihic esisterebbero addirittura nove piramidi e Osmanagic dichiara che probabilmente ve ne sono altre in Croazia.
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La notizia più sconcertante che mette in discussione la datazione della storia dell’inizio delle civiltà, è data dal fatto che durante gli scavi sono stati ritrovati all’interno della piramide delle conchiglie fossili, la loro presenza sono la prova archeologica di come l’intera struttura fosse un tempo, sommersa dall’acqua. Tale circostanza si può essere creata, secondo gli esperti, solo circa 12.000 anni fa, a causa dello scioglimento dei ghiacci, che provocò un’enorme ondata distruttrice, sono dunque le piramidi più vecchie del mondo oltre le più grandi, oppure anche le altre andrebbero ridatate?
Ma ad infittire ancora il mistero esistono pesanti indizi che sembrano collegare direttamente gli antichi abitanti della zona a quelli che per primi popolarono il centro-america. Sempre in Bosnia infatti, vicino alla località di Banja Luka, sono state trovate delle sfere artificiali di granito levigato di varie dimensioni, che ricordano molto da vicino quelle scoperte in Costa Rica e di cui non si conosce esattamente ne l’origine ne lo scopo per cui vennero realizzate. E’ allora possibile che una civiltà perduta e altamente progredita si sia potuta espandere dall’Europa alle Americhe migliaia di anni prima di Colombo?

Piramidi in Cina
La storia delle piramidi cinesi inizia nel 1947, quando il colonnello Maurice Sheehan fotografò da un aereo, un DC3 in volo sopra la Cina, ciò che sembrava essere una piramide. La sua descrizione fu pubblicata sul "New York Times" nel marzo dello stesso anno.


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Se ci atteniamo alla sua testimonianza, questa piramide aveva un'altezza di circa 300 metri mentre i suoi lati misuravano 450 metri. La stessa fotografia venne pubblicata negli Stati Uniti. La reazione delle autqntà cinesi non tardòad arrivare: un comunicato stampa pubblicato dall'agenzia stampa Associated Press dichiarò che la presunta esistenza della piramide non era in alcun modo suffragata da prove. Tale dichiarazione ufficiale screditò le affermazioni di Sheehan e la maggior parte dei ricercatori ritenne che il colonnello avesse esagerato nell'interpretazione delle fotografie che aveva scattato in volo. 

La piramide di Gympie, Australia
Gympie%20Pyramid%202.jpgLa piramide è nella zona di Gympie nel Queensland, Australia.La struttura è stata oggetto di studi alcuni ipotizzano che sianostate costruite da una sconosciuta civiltà o da civiltà antichissime: egiziani, sud americani, cinesi. Rex Gilroy, che scoprì le Piramidi nel 1975 e ha sostenuto che "Gympie" sia un sito creato da egiziani per operazioni minerarie con basi di funzionamento allo scopo di raggiungere le Blue Mountains nel New South Wales. Nel suo articolo sul tema, Anthony G. Wheeler scrive: "Sembra che sia una collina a terrazze".

Piramidi nel casertano
Infine approdiamo in Italia, ma qui le "piramidi", non si presentano tutte come "mucchi di pietre disposte a secco". In Campania, nella zona compresa tra le province di Caserta e di Benevento, si elevano tre grandi piramidi che per le loro dimensioni assomigliano a delle vere e proprie colline. Si trovano sparse per il territorio casertano. Una si eleva vicino aSant'Agata dei Goti, un'altra vicino a Moiano e un'altra ancora vicino a Caiazzo. Appartengono da millenni alla tradizione più nascosta della zona e sono oggetto di interesse ancora oggi da parte di alcune comunità esoteriche locali. 

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Si è cominciato a parlare di loro dopo la scoperta delle piramidi di Visoko, avvenuta in Bosnia. La ripercussione culturale della scoperta le ha riportate alla luce della storia contemporanea, sia pure con molte controversie e vari segreti da parte degli abitanti della zona. La prima ad essere stata scoperta "ufficialmente" è stata quella di Sant'Agata dei Goti, conosciuta come “collina Ariella”. Venne rilevata casualmente nel settembre del 2008 da Leonardo B. Romano che accorgendosi della similitudine con quelle bosniache ne diede notizia ai media italiani. 
Si ignora quale civiltà antica possa essere stata tra i costruttori di queste piramidi. La zona è stata abitata in più epoche storiche da varie popolazioni. Ma nessuna di queste, per quanto si conosce, ha mai manifestato caratteristiche costruttive di questo genere.  Possiamo ricordare gli Osci, gli Ausoni e i Sanniti, di ceppo indoeuropeo, e quindi gli Etruschi che abitarono la Campania dal secondo millennio a.C. Poi i Greci che giunsero e colonizzarono successivamente queste zone nel sesto secolo, dove fondarono Cuma, il primo nucleo cittadino dell'attuale Napoli.
Dopo le tre guerre sannitiche, 343-290 a.C., queste terre furono quindi occupate dai Romani, che vi fondarono parecchie colonie come l'attuale Pozzuoli. Sul finire del V secolo d.C. giunsero infine i Longobardi. Si ritiene che nessuna di queste culture abbia potuto costruire piramidi di quelle dimensioni. Probabilmente occorre riferirsi a una civiltà sconosciuta, ancora più antica e evoluta tecnologicamente di quelle citate, e andare indietro nel tempo approssimandosi ad una datazione risalente ad almeno 5-10.000 anni a.C.
03-guimar.JPGIntorno alla piramide di Sant’Agata dei Goti sono state rinvenute nei campi circostanti grandi sfere di pietra di varie dimensioni. Esse si presentano simili a quelle scoperte nei pressi delle piramidi bosniache di Visoko e a quella di Monte D'Accoddi in Sardegna. Nella misteriosa atmosfera di questi luoghi alcune di queste sfere di pietra sono state sottratte da ignoti. Ne rimagono comunque altre a testimoniare la loro enigmatica presenza, ben protette dalla gente del luogo che le nasconde in luoghi segreti, forse conoscendo il valore che esse rappresentano. Vicino a Caiazzo, nei pressi della piramide omonima, ci sono resti di mura megalitiche oggi fondamenta di un castello, vestigia delle antica civiltà degli Osci che ha avuto sede proprio in questi luoghi.



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Scoperto un sistema solare alieno molto simile al nostro



Chi ancora crede nell’assoluta unicità della Terra e dei pianeti che la circondano, si deve rassegnare. Il nostro sistema solare non ha nulla di straordinario o di irripetibile, visto che ne è stato trovato un altro, lontano 10mila anni luce, molto rassomigliante. E tutto fa pensare che continuando a cercare di copie del genere se ne troveranno a bizzeffe.







IL SISTEMA SOLARE ALIENO SIMILE AL NOSTRO, KEPLER-30

La scoperta è stata annunciata dal MIT-  il Massachusetts Institute of Technology. Un gruppo di ricerca, guidato dal fisico Roberto Sanchis-Ojeda, con l’aiuto del telescopio della NASA Kepler ha infatti individuato il primo gruppo di esopianeti che orbitano attorno alla loro stella proprio come fanno Marte, Giove od Urano, ovvero con orbite via via sempre più ampie, ma sempre sullo stesso piano e allineate.

Una grande novità: finora gli astronomi avevano infatti trovato pianeti dalle orbite molto eccentriche se non addirittura erratiche, ma sempre e comunque anomale rispetto a quanto vediamo accadere vicino a noi e che sembravano contrastare con le teorie relative alla loro formazione.

Questo nuovo sistema solare è stato battezzato Kepler-30 ed è formato da una stella e da almeno 3 pianeti che le ruotano attorno. Come è noto, il telescopio riesce ad arguire la presenza di corpi anche lontanissimi analizzando la variazione della luminosità dell’astro durante i passaggi del pianeta.

Misurando la durata e la frequenza di queste alterazioni, gli studiosi riescono a capire quanto sia distante quel mondo alieno, quanto impieghi a compiere la sua orbita, quanto sia grande e così via. Ovviamente è possibile capire anche il piano della sua orbita. Così, il team del Mit ha potuto stabilire che nel sistema solare di Kepler-30 i pianeti hanno orbite quasi perfettamente circolari che aumentano con l’accrescere della distanza dal loro sole. 

“Nel nostro sistema solare, la traiettoria dei pianeti è parallela alla rotazione del Sole e ciò dimostra che essi si sono formati a partire da un disco di materia  in vorticoso movimento- spiega Sanchis-Ojeda. “Probabilmente è successo lo stesso anche per Kepler-30″. Insomma, l’allineamento dei corpi celesti- stella e pianeti- non è frutto di una coincidenza, ma la conseguenza del meccanismo che ne ha determinato la formazione, confermando così i modelli interpretativi degli astronomi.






I SISTEMI SOLARI COME IL NOSTRO SAREBBERO MOLTO COMUNI NELLA GALASSIA

Ma non solo. Allo studio ci sarebbero altri sistemi solari alieni ( da 5 a 10) con caratteristiche simili alle nostre.  A dimostrazione ulteriore- se mai ce ne fosse ancora bisogno- che  non siamo al centro dell’Universo e non abbiamo caratteristiche eccezionali. Come ha commentato il ricercatore del MIT: “Una volta credevamo di essere in una posizione di privilegio, nel cosmo. Ora è sempre più chiaro che il Sole e i pianeti del nostro sistema solare sono più che ordinari.”


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Il simbolo del prossimo G20


Ecco il logo del prossimo G20 che si terrà in Messico il 18 Giugno 2012 e precisamente presso la località di "Los Cabos" che tradotto significa "I Capi".
cospirana
Forse un "luogo" e un "logo" non scelti casualmente dall'elitè data l'importanza di questo anno per i cambiamenti sul piano fisico e spirituale dei quali ormai parliamo da tempo...
La figura rappresentata è divisa in 20 parti + 1 ed ha sullo sfondo il "famoso" calendario Maya.
SS20
Ma che coincidenza!!Guardando l'immagine con "occhio scaltro" possiamo notare che rappresenta in effetti una piramide vista dall'alto e con la punta in oro.
20 parti che rappresentano in questo caso i Paesi partecipanti all'evento
1 parte in oro forse a simboleggiare l'unione e l'intento comune dei predicatori del Nuovo Ordine Mondiale (perchè di questi personaggi stiamo parlando!!) di riunirsi sotto un Unico Nuovo Credo... la punta tronca era tipica delle piramidi Maya (e delle Ziggurat babilonesi) ed è qui che vi era collocato il tempio dove anche si consumavano i sacrifici agli Dei... A volte nulla è così scontato come sembra...... questa è solo una nostra opinione personale.

C.I.A.D.D. NEWS