Playlist con i due Trailer della serie "Romanzo criminale"
Banda della Magliana è il nome attribuito a quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma. Il nome deriva da quello del quartiere Magliana nel quale risiedevano molti dei componenti. A questo gruppo criminale vennero attribuiti legami con diversi tipi di organizzazioni quali Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta, ma anche con esponenti del mondo della politica, della massoneria come Licio Gelli e la Loggia P2, nonché con esponenti dell'estrema destra, quali il professor Aldo Semerari ed alcuni componenti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con i servizi segreti ed anche con settori della finanzavaticana (IOR), in special modo nella persona di Monsignor Paul Marcinkus.
Nel 1976 Franco Giuseppucci (detto prima er Fornaretto e in seguito er Negro) - uno dei futuri componenti della banda - era un piccolo criminale del quartiere di Trastevere, che nascondeva e trasportava armi per conto di altri criminali; un giorno, con l'auto carica di armi, si fermò davanti ad un bar per prendere un caffè; fatalità volle che l'auto, una Volkswagen "Maggiolone", gli venisse rubata insieme alle armi contenute nel bagagliaio, appartenenti ad un suo amico, Enrico De Pedis detto Renatino, un rapinatore di Trastevere che, nonostante la giovane età, godeva già di una buona reputazione in seno alla malavita romana.
Giuseppucci riuscì a scoprire l'autore del furto ma le armi erano già state vendute ad un gruppo di rapinatori appena formatosi nel nuovo quartiere romano della Magliana, soliti ritrovarsi in un bar di Via Chiabrera; Giuseppucci decise allora di andare a parlare con quelli di via della Magliana, in particolare trovò Maurizio Abbatino detto Crispino, un giovane rapinatore dal sangue freddo che aveva acquistato le armi. I due, con un atteggiamento insolito nella malavita, si accordarono per compiere alcuni colpi e nel gruppo fecero parte anche De Pedis ed i complici di Abbatino.
Giuseppucci riuscì a scoprire l'autore del furto ma le armi erano già state vendute ad un gruppo di rapinatori appena formatosi nel nuovo quartiere romano della Magliana, soliti ritrovarsi in un bar di Via Chiabrera; Giuseppucci decise allora di andare a parlare con quelli di via della Magliana, in particolare trovò Maurizio Abbatino detto Crispino, un giovane rapinatore dal sangue freddo che aveva acquistato le armi. I due, con un atteggiamento insolito nella malavita, si accordarono per compiere alcuni colpi e nel gruppo fecero parte anche De Pedis ed i complici di Abbatino.
Da semplice associazione di delinquenti, il patto prese la forma di una potenziale organizzazione per il controllo delle attività criminose nella capitale, nella quale iniziarono a lavorare anche criminali di altre zone: Marcello Colafigli (detto "Marcellone"), Edoardo Toscano dettol'Operaietto e Claudio Sicilia detto er Vesuviano per le sue origini napoletane. Il primo lavoro di una certa rilevanza della banda fu quello che avvenne lunedì 7 novembre 1977, ossia il sequestro del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere; a causa dell'inesperienza nel settore tuttavia la banda fu costretta a chiedere aiuto ad un altro gruppo criminale, una piccola banda di Montespaccato, ma uno dei suoi componenti per una distrazione si fece vedere in volto dal duca ed, a causa di questo evento, la vicenda si concluse con la morte della vittima del sequestro.
La banda riuscì comunque ad incassare il riscatto (un miliardo e mezzo, contro i 10 della richiesta iniziale), e, fatto altrettanto insolito, invece di suddividere tra loro ed i complici il frutto del riscatto decisero di reinvestirlo in nuove attività criminali, associandosi con altri gruppi: uno del quartiere Tufello, con a capo Gianfranco Urbani, er Pantera, uno di Ostia, con a capo Nicolino Selis, che aveva forti legami con la Camorra, grazie alla conoscenza del boss Raffaele Cutolo avvenuta in carcere, ed i Testaccini, un violento gruppo di Testaccio comandato da Danilo Abbruciati, er Camaleonte.
Nacque così la Banda della Magliana.
La conquista del potere...
Fonte wikipedia:
La crescita della Banda della Magliana avvenne in modo molto rapido, ed in poco tempo, dalle semplici rapine, le attività si espansero ai sequestri di persona, al controllo del gioco d'azzardo e delle scommesse ippiche, ai colpi ai caveau e soprattutto al traffico di droga, attività per cui era necessario avere un controllo capillare del territorio; la banda infatti estendeva la sua influenza nelle zone di Trastevere-Testaccio, della Magliana, di Portuense-Monteverde-Gianicolense, di Acilia-Ostia, del Tufello e dell'Alberone.La zona di Trastevere-Testaccio era controllata da Danilo Abbruciati, implicato soprattutto nel riciclaggio del danaro sporco, grazie ai suoi rapporti con Flavio Carboni, Roberto Calvi e Francesco Pazienza, e da Domenico Balducci, legato a sua volta al noto mafioso Pippo Calò.La zona della Magliana, Portuense, Monteverde e Gianicolense era sotto il controllo degli uomini di Giuseppucci, in cui militavano personaggi quali Marcello Colafigli, Maurizio Abbatino, Antonio Mancini detto Accattone e Claudio Sicilia.
La zona di Acilia-Ostia, era in mano al gruppo di Nicolino Selis, che si avvaleva di uomini come i fratelli Carnovale, Ottorino Addis, Libero Mancone e Gianni Girlando.
Nelle zone del Tufello e dell'Alberone infine spiccava la figura di Gianfranco Urbani, anche se il gruppo criminale presentava una minor omogeneità rispetto ai precedenti: Urbani favorì i rapporti con la mafia catanese, tenendo contatti con il clan di Nitto Santapaola, e con la'Ndrangheta calabrese, grazie alla cosca De Stefano, operante a Reggio Calabria, capeggiata all'epoca dal boss Paolo De Stefano.
I 4 protagonisti della serie
"romanzo criminale"...
Fonte wikipedia :
Franco Giuseppucci, prima detto Er Fornaretto e in seguito Er Negro (Roma, 12 aprile 1947 –Roma, 13 settembre 1980), è stato un criminale italiano, tra i fondatori dell'organizzazione criminale nota come banda della Magliana.
Biografia
Figlio di un fornaio (da cui ereditò il soprannome Er Fornaretto) ucciso durante un agguato, viveva con la madre in un piccolo appartamento a Trastevere. Dopo aver lavorato per diversi anni nel forno ereditato dal padre, iniziò la carriera criminale come leader di una batteria di rapinatori del Trullo.
In seguito iniziò a lavorare come buttafuori di una bisca clandestina di Ostia e a nascondere e a trasportare armi per conto di altri criminali e di terroristi neofascisti legati ai NAR. Nel 1976, cercando il responsabile del furto della sua auto, dove, all'interno del bagagliaio, erano contenute armi di proprietà di Enrico De Pedis, incontrò alcuni criminali (tra cui un gruppo di rapinatori formatosi nel quartiere della Magliana, capeggiati da Maurizio Abbatino) con cui formò la banda della Magliana.
Intenzionato a prendere il controllo della criminalità romana, fino a quel momento terra di conquista di organizzazioni criminali esterne come ilclan dei marsigliesi, la mafia e la camorra, fu ucciso la sera del 13 settembre 1980 dagli uomini del clan dei Proietti, mentre si trovava a Piazza San Cosimato a Trastevere.In seguito iniziò a lavorare come buttafuori di una bisca clandestina di Ostia e a nascondere e a trasportare armi per conto di altri criminali e di terroristi neofascisti legati ai NAR. Nel 1976, cercando il responsabile del furto della sua auto, dove, all'interno del bagagliaio, erano contenute armi di proprietà di Enrico De Pedis, incontrò alcuni criminali (tra cui un gruppo di rapinatori formatosi nel quartiere della Magliana, capeggiati da Maurizio Abbatino) con cui formò la banda della Magliana.
| Fonte wikipwdia : « Avevamo a disposizione quasi tutti gli avvocati di Roma, medici, dottori, perché no, anche qualche politico. C´è stato un periodo in cui entravamo con le macchine al servizio dello Stato, entravamo sotto al tribunale, scaricavamo pellicce, oggetti d´antiquariato, avevamo un contratto con un capo cancelliere che ci diceva che quei giudici erano corrotti...i processi prendevano la direzione che volevamo noi » |
| (Maurizio Abbatino) |
Nato e cresciuto in una stradina della Magliana Vecchia, anche se frequentò le scuole medie a Palestrina (Rm) vivendo presso la nonna paterna, Maurizio Abbatino, a molti noto come Crispino o il Maurizio della Magliana, è stato il capo storico, insieme ad Enrico De Pedis,Franco Giuseppucci e Danilo Abbruciati, dell'organizzazione criminale conosciuta come Banda della Magliana.
Dalle degradate periferie romane Crispino e compagni, che erano arrivati a dividersi i quartieri della città con una rigida compartimentazione, controllavano praticamente tutto: scommesse clandestine, toto nero, il mondo dell'usura, la droga, il traffico di armi, la ricettazione, la "pulitura" dei soldi sporchi; gestendo in prima persona i contatti con la mafia, la 'ndrangheta, la camorra e il terrorismo nero."
Sopravvissuto alla sanguinosa faida scaturita dopo la divisione della Banda tra il gruppo dei Testaccini e quello della Magliana e fuggitivo dal 20 dicembre 1986 dopo la fuga da una clinica dell'EUR (dove si era fatto ricoverare per un tumore avanzato), era scappato in Venezuela dove cercò di rifarsi una vita. Gli uomini della Squadra Mobile romana e della Criminalpol l'avevano individuato da tempo in terra sudamericana, ma la telefonata decisiva la intercettarono la sera di capodanno e neanche un mese più tardi, il 24 gennaio 1992, lo arrestarono a Caracasall'uscita di un locale notturno. Subito avviarono le pratiche per il trasferimento del boss in patria e il 4 ottobre di quell'anno Abbatino fu espulso dal Venezuela, preso in consegna dagli uomini della Squadra Mobile e riportato in Italia. Ad attenderlo all'aeroporto di Fiumicino c'era un notevole spiegamento di forze dell'ordine che presidiava la pista e un folto numero di giornalisti, fotografi e telecamere e Abbatino, il boss freddo e determinato, il Maurizio della Magliana, avrebbe collaborato e parlato come già aveva annunciato in Venezuela e ribadito durante il viaggio in aereo.
Grazie al pentimento di Abbatino il 16 aprile 1993 scatta una gigantesca operazione di polizia denominata "Operazione Colosseo" che vede il fermo di 55 persone, decimando così la più feroce holding criminale che Roma abbia mai conosciuto. Le sue confessioni hanno in gran parte confermato quelle precedenti di Fulvio Lucioli e Claudio Sicilia e sono state il punto di partenza di un nuovo maxiprocesso ai "bravi ragazzi" degli anni Settanta e Ottanta.
| « Si parla molto della banda ancora oggi, quando all’epoca c’erano altre organizzazioni come ON o la P2 che ora sembra che stanno nel dimenticatoio. Sembra che la banda della Magliana sia diventata una discarica per tutto quello che non si riesce o non si vuole capire » (Maurizio Abbatino) | |||||||||
Fonte wikipedia: Enrico De Pedis, detto Renatino (Roma, 15 maggio 1954 – Roma, 2 febbraio 1990), è stato un criminale italiano, boss dell'organizzazione criminale romana nota come Banda della Magliana.
Il suo nome, oltre a molti dei misfatti della Banda, è legato alla vicenda di Emanuela Orlandi, la ragazza di cittadinanza vaticana scomparsa nel 1983, il cui caso è stato spesso messo in relazione con il caso Calvi e i rapporti tra Vaticano e Banco Ambrosiano.
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Biografia
Orfano di madre e sopravvissuto a un parto gemellare, Marcello Colafigli nasce e vive da bandito e assassino. Entra a far parte della Banda della Magliana fin dagli albori di questa organizzazione. Legato da un rapporto di devozione con Franco Giuseppucci, viene colto in flagrante con Antonio Mancini mentre ammazza uno dei fratelli Proietti (i killer del Giuseppucci) il 16 marzo 1981, non poté evitare il carcere. Colafigli e Mancini aspettarono i fratelli Proietti in via Donna Olimpia 152, dove i due si nascondevano da mesi. Quando li videro arrivare, spararono. Con i Proietti c'erano anche mogli e figli. I due killer della Banda rimasero feriti, le urla e gli spari attirarono l'attenzione dei vicini che chiamarono la polizia. Quando arrivò, Colafigli chiese con strafottenza all'agente: "Ditemi che l'ho ammazzato, quell'infame che ha sparato a Franco mio". Lo aveva ammazzato, Maurizio "il pescetto" Proietti era morto. Si era invece salvato (per la seconda volta) l'altro fratello Proietti, Mario "Palle d'oro", che però non sembra aver partecipato al commando che uccise Giuseppucci (l'altro Proietti implicato era probabilmente Fernando, ucciso nel 1982). Una volta uscito, sembra accertato che Colafigli commissionò l'omicidio di Enrico De Pedis, punendolo dello scarso interesse "giudiziario" per la sua situazione. Colafigli è poi accusato di essere stato anche il mandante di altri omicidi caduti nella fase finale della Banda (1990-91).
È Colafigli ad introdurre nella Banda Claudio Sicilia e il suo network di rapporti con la Camorra.
Condannato all'ergastolo per tre omicidi, gli viene riconosciuta nel tempo un'infermità mentale su cui in molti continuano a nutrire forti perplessità. Attualmente sta scontando la pena detentiva nel manicomio criminale di Aversa.
Di lui Antonio Mancini dice: "Marcello Colafigli aveva studiato da geometra, ma fisicamente era una specie di orso. Un uomo dotato di una forza disumana. In tribunale da solo ha scosso la gabbia dove eravamo chiusi, con un pugno ha incrinato il vetro blindato. Ma se lo rimproveravo per qualcosa, si faceva rosso in viso come un bambino e la peggiore parolaccia che conosceva era "perbacco".
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